EGO
I bisogni dell'Ego sono infiniti.(...) L'ego si sente vulnerabile e minacciato e vive in uno stato incessante di necessità e paura.(...) Le più comuni identificazioni dell'Ego riguardano i beni materiali, il lavoro che si svolge, la condizione sociale e il riconoscimento, la conoscenza e l'istruzione, l'aspetto fisico, i rapporti affettivi, le storie familiari, i sistemi di credenza e le identificazioni politiche, razziali, religiose, collettive. Niente di tutto quanto siete voi(...)
I problemi della mente non possono essere risolti a livello della mente.
(Eckhart Tolle)
In psicologia, l’Io rappresenta una struttura psichica - organizzata e relativamente stabile - deputata al contatto ed ai rapporti con la realtà, sia interna che esterna.
L’Io organizza e gestisce gli stimoli ambientali, le relazioni oggettuali ed è il principale mediatore della consapevolezza.
Mentre il Sé enuclea la persona nella sua totalità rispetto all’ambiente, l’Io, inscritto nel Sé, è la struttura che percepisce sé stessa ed entra in relazione con altre persone (con il "loro" Io), distinguendole come "non-Io".
Si può immaginare l’Io come il gestore centrale di tutte le attività psichiche, che rivolge verso sé stesso e verso l’ambiente esterno generando, appunto, la consapevolezza propria e della realtà.
Non è corretto assimilare l’Io all’Ego, come si è talvolta fatto per semplice traduzione linguistica. Va specificato che l’Ego corrisponde ad una forma primordiale di Io, così come la si può notare nel bambino, orientato all’affermazione di sé ed al potere. Se valesse l’assimilazione Io = Ego dovremmo considerare che nella gestione consapevole dell'Io rientrino termini come "egoico", "egoista". L’Io corrisponde invece ad una struttura che trascende l’Ego nella sua crescita in consapevolezza che si è affrancata, appunto, dalle pulsioni egoiche. Vale quel che affermava Einstein: il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall’Ego (ove abbiamo sostituito la parola Io con Ego). Ovvero in quale misura si è lasciato alla spalle l’Ego ed è divenuto un Io adulto e consapevole. (Per ragioni opposte non è filologicamente corretto parlare di super-io in luogo di super-ego, in quanto si tratta di una struttura inconsapevole della psiche) .
(Wikipedia)
Io stanotte l'ho rappresentato così.
